Nuove sfide e opportunità per gli impianti Utility Scale

1/2/2021
Quali sono i principali aspetti da considerare nello sviluppo di impianti Utility Scale in un quadro complesso e in continua evoluzione? Moroni & Partners, con oltre 10 GW di esperienza nel settore, è l’interlocutore ideale per chiunque voglia investire nello sviluppo di progetti green, grazie alle proprie competenze multidisciplinari e ad un approccio integrato in grado di considerare tutte le variabili che entrano in gioco nel complesso processo di sviluppo di progetti.

Mercato fotovoltaico: i numeri ai tempi del COVID 19

Nonostante gli effetti del COVID-19 nel 2020 le installazioni fotovoltaiche in Italia sono tornate a crescere: nel primo semestre le nuove installazioni sono aumentate di un significativo 12% rispetto allo stesso periodo del 2019. In attesa dei dati definitivi relativi al secondo semestre, IEA stima una nuova capacità installata nel 2020 pari a circa 0,8 GW.  

In particolare, IEA prevede che le applicazioni fotovoltaiche distribuite (prevalentemente su copertura) guideranno la crescita del fotovoltaico in Italia nel 2021 e nel 2022, incoraggiate soprattutto dalle detrazioni fiscali, dagli incentivi introdotti dal decreto FER1, dal regime di Scambio sul Posto e dalla recente normativa relativa alle comunità energetiche ed autoconsumo collettivo. A partire dal 2022 si prevede invece un forte incremento della capacità installata (circa 4,6 GW/anno nel periodo 2023-25) in accordo con gli ambiziosi obiettivi del PNIEC: 52 GW di capacità fotovoltaica entro il 2030 (quasi 2,5 volte i 20,9 GW installati a fine 2019).

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: nuovi strumenti di supporto al settore

Tali obiettivi sono stati confermati e rafforzati dal recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato dal Consiglio dei Ministri, volto ad accedere alle risorse relative al Recovery Fund europeo.

Il PNRR prevede una linea progettuale dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione energetica (circa 68,9 miliardi di euro) di cui circa il 30% destinato in particolare a energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile: si tratta di una delle componenti più importanti del Piano per via del suo ruolo strategico all’interno e delle risorse ad essa dedicate.

Il PNRR interviene innanzitutto sulla produzione e la distribuzione di energia, favorendo il ricorso alle fonti rinnovabili e predisponendo le infrastrutture necessarie per la loro integrazione nel sistema elettrico nazionale e le infrastrutture per alimentare veicoli elettrici e per lo sfruttamento dell’idrogeno.

In particolare, l’azione di investimento prevede contributi a sostegno dello sviluppo di progetti fotovoltaici galleggianti ed eolici offshore, progetti onshore realizzati su siti di proprietà della PA o a basso consumo di suolo o abbinati a tecnologie di stoccaggio, nonché supporto finanziario tramite finanziamenti per sistemi di grid parity. Le sovvenzioni contribuiranno a mitigare il rischio commerciale, mentre i prestiti faciliteranno la bancabilità del progetto e/o la sostenibilità finanziaria con un focus specifico su iniziative di grid parity.

Oltre allo stanziamento di fondi è importante sottolineare che il Piano prevede anche la semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili onshore e offshore e alla definizione del nuovo quadro giuridico per sostenere la produzione da fonti rinnovabili innovative con proroga dei tempi ed estensione del perimetro di ammissibilità agli attuali regimi di sostegno.

Quali sono le principali sfide e opportunità per i nuovi impianti utility scale?

In questo contesto di crescita, ma anche di sostanziale cambiamento con nuovi strumenti normativi in arrivo, gli impianti utility scale acquisteranno un ruolo sempre più importante per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di capacità installata e sarà fondamentale sviluppare i nuovi progetti tenendo in considerazione le diverse variabili che intervengono nel processo di sviluppo.

Con l'attuale quadro normativo e burocratico, in cui è plausibile considerare che l'ottenimento di una autorizzazione si possa concretizzare in circa 1-2 anni, la sfida principale consisterà nel prevedere gli scenari evolutivi in tema di nuove tecnologie ed incremento dell'efficienza dei componenti in ottica di ottimizzazione dell'LCOE. Ulteriore aspetto di fondamentale importanza riguarda le opere di connessione alla rete elettrica (in genere AT): vanno assolutamente cercate soluzioni e percorsi che riducano la complessità degli iter autorizzativi e che ottimizzino i CAPEX dell’intero progetto.

Da un punto di vista autorizzativo è buona pratica adottare soluzioni che minimizzano l’impatto ambientale/sociale sul territorio e che ottimizzano l’uso del suolo agricolo, con particolare riferimento a soluzioni agro-fotovoltaiche che permettono la coesistenza dell’impianto di produzione di energia con coltivazioni agricole remunerative e legate alle specificità del territorio.

Occorrerà inoltre essere lungimiranti nel prevedere ulteriori scenari di valorizzazione dell'energia prodotta, cercando di massimizzare il rendimento dell'investimento con upsides che si andranno ad affiancare ai classici PPA. A riguardo, risulta fondamentale analizzare, sin dalla fase di studio di fattibilità iniziale, l'inserimento dello storage all'interno dello sviluppo di nuovi progetti, valutandone la tecnologia, i costi di realizzazione e prevedendo diversi scenari di business, quali la partecipazione a potenziali future aste per offrire capacità e/o servizi di rete, oltre alla possibilità di effettuare power shifting, valorizzando al massimo l'energia prodotta nelle diverse fasce orarie.

Ulteriore sfida è legata allo sviluppo della filiera dell'idrogeno verde, ovvero prodotto esclusivamente da fonti rinnovabili di energia, a livello europeo e nazionale (circa 2 miliardi del PNRR sono destinati alla produzione, distribuzione e utilizzo dell’Idrogeno verde).

In questo contesto risulta strategico lo sviluppo di nuovi progetti rinnovabili con priorità a siti ubicati nelle vicinanze di punti di potenziale utilizzo dell'idrogeno e in aree industriali dismesse, da riconvertire di fatto in Hydrogen Valley con produzione e utilizzo locali.

Quali sono le opportunità per gli impianti esistenti?

Il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC non può prescindere dal mantenimento in efficienza dell’attuale parco fotovoltaico incentivato, pertanto questo è il momento per eseguire interventi di revamping o repowering sostituendo moduli fotovoltaici e/o inverter e addirittura passare da strutture fisse a tracker mono-assiali per massimizzare l’energia remunerata con in vari Conto Energia, fino alla fine del periodo di incentivazione. L’esecuzione di tali interventi oggi è facilitata, oltre che dal costo ridotto dei nuovi componenti, anche dalle facilitazioni in materia autorizzativa introdotte dal DL Semplificazioni.

Infine, è il momento di cominciare a pensare ai modelli di business degli impianti esistenti dopo la fine degli incentivi: valutare la fattibilità di installare a posteriori sistemi di storage e/o di produzione di idrogeno è il primo passo per garantire a questi asset un futuro remunerativo anche dopo il Conto Energia. Come muoversi all’interno di questi nuovi scenari?

In questo quadro complesso e in continua evoluzione vincerà chi saprà valutare al meglio le potenzialità e gli sviluppi del mercato, chi saprà far coesistere ed integrare le diverse tecnologie all'interno dello stesso progetto e all’interno dell’area a disposizione, chi saprà dimensionare e progettare l'impianto nella misura più corretta al fine di minimizzare i costi e di massimizzare la valorizzazione dell'energia prodotta.

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Moroni & Partners, con oltre 10 GW di esperienza nel settore, è l’interlocutore ideale per chiunque voglia investire nello sviluppo di progetti green, grazie alle proprie competenze multidisciplinari e ad un approccio integrato in grado di considerare tutte le variabili che entrano in gioco nel complesso processo di sviluppo.

In particolare, Moroni & Partners supporta gli investitori e gli sviluppatori con i suoi servizi di Technical Advisory durante tutte le fasi di sviluppo del progetto, controllando le scelte fatte durante il processo e proponendo soluzioni di ottimizzazione del progetto per minimizzare i rischi di natura tecnica ed autorizzativa oltre che per ottimizzare costi e ricavi dell’iniziativa.

Allo stesso modo, attraverso la divisione Engineering, Moroni & Partners esegue in prima persona i servizi di ingegneria necessari alla corretta impostazione e progettazione dell’impianto e si pone come interlocutore esperto ed affidabile nei confronti di tutti gli enti coinvolti nel processo di autorizzazione, costruzione e commissioning dell’impianto.

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